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I tumori dell’ovaio sono un gruppo di tumori eterogenei dal punto di vista istologico, biologico, genetico e clinico.

Tali differenze comportano la necessità il management di pazienti affetti da tale patologia venga definito nell’ambito di un Team Multidisciplinare per una corretta strategia diagnostico-terapeutica.

L’iter terapeutico è guidato dalla resezione completa, ove possibile, della malattia tumorale rilevabile, dalla valutazione istologica e genetico-molecolare della malattia, dalla sua cinetica di avanzamento, dalle condizioni e preferenze del paziente, e dalle caratteristiche della terapia medica.

La terapia a base di sali di platino è lo standard di chemioterapia di prima linea nella malattia ad alto grado.

La addizione dell’anticorpo monoclonale bevacizumab alla chemioterapia con sali di platino rappresenta una importante opzione di prima linea per la malattia ad alto rischio, in assenza di controindicazioni al suo impiego. Qualora tale farmaco non fosse stato utilizzato in prima linea, è inoltre possibile considerarne il suo impiego, nella ripresa di malattia platino-sensibile, in associazione ad una chemioterapia basata sul carboplatino.

Nella ripresa di malattia platino sensibile, in un intervallo di tempo compreso tra i 6 e i 12 mesi, esiste la possibilità di impiego di una chemioterapia che non includa sali di platino, rappresentata dalla combinazione di trabectedina e doxorubicina liposomiale. Tale opzione diviene mandatoria in caso di tossicità o incompatibilità con terapie a base di sali di platino, in assenza di altre controindicazioni.

La sensibilità ai derivati del platino potrebbe essere verosimilmente considerato un marker surrogato di deficienza della ricombinazione omologa. Lo studio dello status di BRCA1 e BRCA2 in ogni paziente con neoplasia ovarica sierosa o endometrioide di alto grado rappresenta un momento necessario ed ineludibile sia dal punto di vista prognostico che terapeutico. Olaparib è il primo PARP inibitore registrato in Italia per impiego come mantenimento nella malattia in seconda recidiva platino-sensibile, in risposta alla terapia con sali di platino, in pazienti con BRCA mutato.

La platino resistenza/refrattarietà resta a tutt’ora una condizione a cattiva prognosi, ed il suo superamento rappresenta un obiettivo fondamentale.

La immunoterapia rappresenta, al momento, una potenziale terapia nel panorama del trattamento per il carcinoma ovarico.

L’evento in questione è rivolto ai medici specialisti ed ha l’obiettivo di fare il focus sulla classificazione dei tumori dell’ovaio, considerando la gestione multidisciplinare di tale patologia un necessità basata su evidenze scientifiche.