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PATOLOGIA CLINICA DELLE NEOPLASIE GINECOLOGICHE – IIa Ediz

Impatto della genetica molecolare nella diagnosi e terapia del carcinoma endometriale

Highlights nella terapia del carcinoma ovarico platino-sensibile (Simposio)

 

RAZIONALE SCIENTIFICO

La notevole eterogeneità delle neoplasie dell’endometrio e dell’ovaio, dal punto di vista istologico, biologico, genetico e clinico, comporta una notevole differenziazione sia diagnostica che terapeutica.

Una migliore conoscenza delle caratteristiche anatomo-istopatologiche e genetico-molecolari di queste neoplasie, unitamente ad una loro corretta stadiazione clinica, consente una migliore selezione delle opzioni terapeutiche disponibili [chirurgica, radioterapica e oncologica medica] e costituisce un momento imprescindibile per il corretto management delle pazienti affette da queste neoplasie.

La chirurgia nella patologia oncologica endometriale è attualmente orientata verso la massima efficacia oncologica con la minima invasività, con un impiego progressivamente crescente sia della tecnica laparoscopica e che di quella robotica, con un ricorso alla linfoadenectomia sempre più selettivo.

La radioterapia trova un suo impiego storicamente importante nel carcinoma endometriale, sempre più rilevante nel tempo, grazie alle moderne tecniche di radioterapia a fasci esterni ed alla brachiterapia, garantendo trattamenti sempre più adeguati, evitando trattamenti non necessari e limitando, ove possibile, la possibile insorgenza di sequele tardive.

L’oncologia medica si può avvalere della efficacia degli inibitori di PARP, sia nelle pazienti affette da carcinoma ovarico di alto grado portatrici di mutazione a carico dei geni BRCA1 e BRCA2 che in quelle non recanti tale mutazione, una realtà emergente di grande rilievo nella gestione delle pazienti affette da neoplasia ovarica platino-sensibile, in grado di consentire prolungamenti consistenti della sopravvivenza di queste pazienti.

La terapia medica dei carcinomi endometriali è in evoluzione: oltre al tradizionale impiego della ormonoterapia nella fase metastatica delle forme endocrinosensibili, e di quello crescente della chemioterapia nelle fasi avanzate e ad alto rischio, l’immunoterapia con pembrolizumab, un anticorpo anti-PD1, rappresenta una novità nella terapia nei carcinomi endometriali MSI-H o dMMR in fase avanzata di malattia, con la possibile associazione con Lenvatinib, un multiple kinase inhibitor, in grado di interagire con VEGFR1, VEGFR2, VEGFR3, FGFR1, FGFR2, FGFR3, FGFR4, PDGFR alfa, c-Kit, e RET.

Tali progressi recentemente registrati nella terapia dei tumori dell’ovaio e dell’endometrio rappresentano un importante avanzamento nella possibilità di controllare la evoluzione di malattia, modificandone la storia naturale della stessa.

Il corso prevede la presentazione di patologie con caratteristiche molto diverse tra loro, con un discussione interattiva multidisciplinare tra i vari docenti e i discenti, con le highlights sia dell’evento che dello stato dell’arte a livello internazionale.

L’evento in questione, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, è rivolto a medici specialisti ed ha l’obiettivo di fare un focus sulla classificazione anatomo-patologica dei tumori dell’endometrio, con il contributo offerto dalla parte traslazionale nella comprensione di possibili modelli di sviluppo e crescita tumorale e nell’identificazione di biomarker prognostici e predittivi, e sulle nuove realtà terapeutiche sia dei tumori dell’endometrio che dell’ovaio, considerando la gestione multidisciplinare di tali patologie una necessità basata sia su evidenze scientifiche che su esigenze cliniche.